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giovedì 12 gennaio 2017

Cosa si rischia a bere il caffè in cialde


Secondo uno studio dell'Università di Padova bere il caffè in cialde potrebbe provocare danni alla salute.


Il Professore Carlo Foresta ordinario di endocrinologia all'Università di Padova spiega: "il caffè in cialde o in capsule di plastica o alluminio è un potenziale veicolo di interferenti endocrini."

"Gli ftalati sono agenti chimici aggiunti alle materie plastiche per aumentarne la flessibilità. Sono ovunque ma non ce ne accorgiamo e svolgono un'azione simil estrogenica nel nostro organismo.

Secondo recenti studi aumenterebbero l'incidenza di patologie andrologiche. Infatti in diverse specie animali gli ftalati modificano il funzionamento del sistema riproduttivo e sono ritenuti anche per l'uomo tra quei contaminanti che possono agire negativamente sulla fertilità."

"Tutti i prodotti testati dalle capsule in alluminio a quelle in plastica e materiale biodegradabile, si sono rilevate capaci di rilasciare gli ftalati nel caffè."

"Non vogliamo demonizzare nulla - precisa il Prof. Foresta- anche perché le concentrazioni riscontrate sono nell'ambito del range consentito. Ma dev'essere considerato che anche attraverso questa contaminazione si contribuisce al raggiungimento dei valori soglia segnalati come nocivi dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali."

"Noi siamo di fatto la somma di queste esposizioni. Quindi sarebbe importante capire se nell'arco della giornata si superano i limiti dell'assunzione, quantificando i valori medi di esposizione. Una ricerca che aiuterebbe anche a decidere in che modo eventualmente limitare l'esposizione." conclude Foresta.

Resta quindi la possibilità che la continua assunzione di caffè in cialde possa avere effetti sul lungo termine.

martedì 20 dicembre 2016

Secondo la scienza la voce delle donne danneggia il cervello maschile


Forse gli uomini lo sapevano già ma ora anche uno studio scientifico sembra avvalorare la tesi secondo cui la “chiacchiera” femminile sarebbe mal sopportata dal cervello maschile.



Secondo Michael Hunter dell’Università di Sheffield, infatti, la voce femminile provoca stanchezza nel cervello degli uomini. Il professore inglese non ha dubbi: le donne quando parlano hanno una gamma di frequenze più complesse di quelle maschili e per un uomo è più difficile da elaborare rispetto alla voce di una persona dello stesso sesso.

Nel suo studio, iniziato nel 2005, lo scienziato ha analizzato le scansioni cerebrali di 12 uomini intenti ad ascoltare voci maschili e femminili. A causa delle differenze tra i due sessi nella forma delle corde vocali e della laringe, gli uomini durante l’esperimento hanno dimostrato di riuscire a seguire con maggiore attenzione le voci dei maschi rispetto a quelle delle donne. Essendo più difficili da elaborare, infatti, i toni femminili necessitano il coinvolgimento e l’attivazione di parti più estese del cervello dell’uomo.

Gli uomini quindi avrebbero un vero e proprio problema fisico nell'ascoltare  le donne, e non sarebbe quindi solo un problema di argomenti e contenuti dei discorsi spesso accusati di essere troppo  lunghi e complicati.


Secondo gli esperti che hanno condotto lo studio, sarebbe utile per le donne realizzare delle  pause durante la conversazione, per  non stancare il cervello del partner ed ottenere magari migliori risultati.